Il 7 gennaio 2026, l’agente dell’Immigration and Customs Enforcement degli Stati Uniti Jonathan Ross ha sparato e ucciso a sangue freddo la nostra compagna Renee Good. Quello che segue è un resoconto degli eventi dal punto di vista di un anarchico di Minneapolis dopo l’omicidio. Queste parole sono dedicate alla memoria di Good.
Renee Good è stata uccisa a soli sei isolati dal luogo in cui George Floyd è stato ammazzato nel Maggio 2020. Questo fatto è significativo per due motivi. In primo luogo, South Minneapolis ha una storia e una memoria di resistenza. Migliaia di persone qui ricordano ancora la lotta contro la polizia nel 2020. In secondo luogo, oggi potrebbe verificarsi una dinamica simile a quella dell’infuocata estate del 2020, quando i disordini a Minneapolis hanno fatto da scintilla per innescare una rivolta nazionale.
Da 38 giorni ormai, il Dipartimento della Sicurezza Nazionale occupa le Città Gemelle (in riferimento al fatto che Minneapolis e Saint Paul sono unite, ndt), terrorizzando i nostri vicini immigrati. Questo lunedì, [il Dipartimento della Sicurezza Nazionale] ha schierato altri 2000 agenti dell’ICE per aumentare drasticamente il numero di rapimenti. Si tratta di un’escalation senza precedenti. Nessun’altra città ha ancora subito un’occupazione dell’ICE di questa portata.
Questa escalation è una reazione all’ondata di resistenza contro l’ICE portata avanti dalle nostre comunità nelle ultime settimane. Più di 4000 persone hanno partecipato ad almeno 81 gruppi di risposta rapida, pattugliando, seguendo e bloccando i veicoli dell’ICE, avvertendo i nostri vicini, protestando davanti agli hotel che ospitano gli agenti dell’ICE e affrontandoli mentre tentano di svolgere la loro attività malvagia. L’attuale aumento degli attacchi dell’ICE non ci ha portato alla disperazione; crediamo che [questa situazione] indichi come l’ICE sia un animale selvatico messo alle strette. Il suo comportamento irregolare e violento comincia a suggerire disperazione. È un’agenzia in crisi, un’agenzia che può essere sconfitta.
Veglia per Renee Good dopo che l’agente dell’ICE, Jonathan Ross, l’ha uccisa.
Ieri, 7 gennaio, sono andato all’edificio Bishop Henry Whipple alle 8 del mattino con un amico. L’edificio Whipple è il quartier generale dell’ICE per tutto l’Upper Midwest; è lì che si preparano prima di effettuare le loro retate. Ho fotografato le loro targhe per circa un’ora. Un terzo amico aveva intenzione di unirsi a noi. Poi mi ha mandato un messaggio dicendomi che non poteva venire perché l’ICE aveva sparato a qualcuno.
Io e il mio amico abbiamo lasciato il Whipple e ci siamo diretti a tutta velocità tra la Portland [Avenue] e la East 34th [street], dove era appena avvenuta la sparatoria. Quando siamo arrivati, Signal ha smesso di funzionare per entrambi, come se i nostri telefoni fossero stati disturbati. C’era il nastro giallo sulla scena del crimine e decine di agenti della Minneapolis Police Department (MPD) che proteggevano gli agenti dell’ICE in completo equipaggiamento tattico. I poliziotti avevano un Bearcat con il LRAD sul tetto. Greg Bovino in persona, il “comandante in capo” della pattuglia di frontiera, era lì in equipaggiamento tattico. Si stava formando una folla, composta non solo da attivisti riconoscibili, ma anche da normali vicini che vivevano in quel quartiere ed erano usciti per insultarli. Abbiamo iniziato a scandire: “Poliziotti! Maiali! Assassini!”.
La situazione si è surriscaldata quando un agente ha placcato una manifestante a circa un isolato di distanza. L’ha afferrata per i vestiti e ha cercato di costringerla, con le mani dietro la schiena, verso un cumulo di neve. Qualcun altro ha spintonato l’agente, facendolo cadere. Alcune persone della folla sono accorse per vedere cosa stesse succedendo. Un uomo di mezza età del posto ha chiesto perché stessero arrestando quella persona.
“Stava tagliando le gomme”, ha risposto l’agente dell’ICE.
L’uomo ha urlato: “Lo farò anch’io, figlio di puttana!”.
C’è stato un braccio di ferro per un paio di minuti, finché l’agente non ha lasciato andare la persona e si è ritirato verso il gruppo di agenti dell’ICE.
La folla ha iniziato a prendere confidenza, avvicinandosi agli agenti dell’ICE e intonando [contro loro dei] cori sempre più aggressivi. La MPD ha liberato un’uscita per consentire all’ICE di allontanarsi; essa ha iniziato a guidare i propri veicoli verso sud, sulla Portland Avenue. Alcune persone hanno iniziato a gridare alla gente di scendere in strada e bloccarli. All’inizio la folla ha esitato; [successivamente] alcune persone sono scese in strada e hanno bloccato un veicolo dell’ICE. Vedendo questo, altre persone ancora sono scese in strada. Gli agenti della MPD le hanno spinte via. La gente ha preso a calci i veicoli dell’ICE mentre questi si allontanavano a tutta velocità. Una persona rischiava di essere investita.
Mentre un numero maggiore di persone bloccavano Portland Avenue, i poliziotti cercavano di liberare un’altra via di fuga, con l’obiettivo di consentire [all’ICE] di dirigersi verso la West 34th street. La gente ha iniziato a scandire “Pugni in alto, abbasso i federali, levatevi dal cazzo dalla città!” Gli agenti dell’ICE con le armi non letali e i fucili stavano proteggendo un SUV che cercava di allontanarsi. La gente ha iniziato a lanciare palle di neve. La folla si è riversata in avanti e mi sono trovato faccia a faccia con un agente dell’ICE che mi puntava la canna della sua arma [non letale] in faccia.
“Cosa vuoi fare”, gli ho chiesto, “vuoi sparare anche a me?”
Mi ha sparato in faccia e a distanza ravvicinata. Il mio primo pensiero è stato: “Ho appena perso un occhio”. È così che mi sono sentito. I medici di strada mi hanno tirato indietro e mi hanno iniziato a sciacquare gli occhi. Alla mia destra, ho visto delle persone che inseguivano alcuni agenti dell’ICE in un vicolo. Ho visto lo stesso uomo di mezza età intervenuto a favore dell’altra manifestante ricevere, a sua volta, una pepperball1 in faccia e a distanza ravvicinata. Gli agenti hanno sparato gas lacrimogeni e hanno placcato qualcun altro.
Due compagni che mi stavano prestando soccorso medico mi hanno portato in una casa a due isolati di distanza. Ho fatto una doccia e ho messo una garza sulla ferita che avevo sul viso. Quando sono uscito dalla doccia, ho visto un altro trambusto sul marciapiede. Era difficile capire se fossero gli agenti dell’ICE a inseguire le persone o quest’ultime a inseguire le forze poliziesche.
Alcune persone hanno eretto una barricata all’incrocio tra la Portland e la 33th, a un isolato di distanza dal luogo in cui Renee è stata uccisa. La barricata è ancora lì oggi con i manifestanti accampati lì intorno—including alcuni volti familiari che hanno difeso per oltre un anno la zona autonoma George Floyd Square – situata a mezzo miglio di distanza [dall’omicidio di Renee Good].
La barricata tra Portland e la 33th, a un isolato di distanza dal luogo in cui Renee è stata uccisa.
Sono tornato a casa per curare le mie ferite e lavare via il peperoncino dai miei vestiti. Un paio d’ore dopo, ho sentito che l’ICE stava facendo irruzione nella Roosevelt High School e aveva speronato l’auto di un “osservatore” con uno dei loro mezzi – usando la macchina come arma, come abbiamo visto fare spesso. Fuori dall’ingresso principale è scoppiata una rissa. Hanno arrestato un manifestante ma non sono riusciti a catturare lo studente che volevano rapire. Questo dovrebbe ricordare a tutti che l’ICE non è invincibile: quando ci impegniamo nelle nostre azioni, possiamo sconfiggerla.
Verso le 16:30, un gruppo di 30 o 40 manifestanti ha sfondato le porte del tribunale federale in centro. Mentre le guardie di sicurezza spingevano le persone contro le porte girevoli – in modo da tenerle fuori –, qualcuno ha rotto una finestra. Nessuno è stato arrestato. La spontaneità del momento e il gran numero di piccole proteste che sono divampate nelle Twin Cities hanno reso impossibile la reazione delle autorità.
Quella notte c’è stata una veglia di massa che ha pianto per la morte di Renee. Circa diecimila persone sono scese in strada, affollandosi attorno ai barili in fiamme che si stagliavano a perdita d’occhio su Portland Avenue. Sembrava che tutta la gente del Southside fosse lì.
Veglia per Renee Good dopo che l’agente dell’ICE, Jonathan Ross, l’ha uccisa.
Dall’inizio dell’invasione delle Twin Cities, sono emerse contraddizioni confuse all’interno della rete dei gruppi di risposta rapida. Nei primi giorni ci sono stati degli scontri importanti contro l’ICE alla fabbrica di carta Bro-Tex e nella zona est di St. Paul. Alcune settimane dopo, c’è stato uno scontro tra la 29th e Pillsbury, dove hanno aggredito una donna incinta. In seguito a questi episodi, ci sono state molte azioni di mantenimento della pace e dibattiti sulla non violenza. Gli elementi liberali hanno guadagnato terreno, e le cose che potevamo dare per scontate nel 2020 non sono più così scontate.
Molte delle persone che fanno parte dei gruppi di risposta rapida provengono dai movimenti 50501 e No Kings e sono molto inesperte. Questo può essere sia una benedizione che una maledizione. C’è un’enorme fonte di energia creativa; vari quartieri stanno provando ogni tipo di strategia per i sistemi di allerta e aiuto reciproco. I liberali che gestiscono le operazioni, a volte, hanno condotto de facto operazioni di contro-insurrezione, dicendo alla gente di non andare sul luogo di un rapimento. I corsi di formazione sulle pattuglie – che sono molto frequentati –, hanno insegnato alle persone a mantenere sempre 30 piedi di distanza dall’ICE. C’è una cultura che ci definisce “osservatori”, un insidioso tarlo mentale per quelli di noi che vogliono fare tutto il possibile per disturbare e interferire con le operazioni dell’ICE.
Si pone molta enfasi sulla raccolta delle targhe dell’ICE – rivelatasi sempre meno utile visto che gli agenti cambiano le loro targhe e 2000 nuovi veicoli infestano le nostre strade. Da quando lunedì è iniziata l’ondata repressiva, abbiamo scoperto che le pattuglie appiedate intorno ai punti caldi come Lake street e Bloomington Avenue sono sempre più efficaci. Non ci vuole molto per trovare un agente dell’ICE che si aggiri furtivo.
A mio parere dovremo combattere su due fronti per sconfiggere l’invasione dell’ICE.
Dobbiamo diventare più agili e coraggiosi nel fermare i rapimenti in modo tempestivo e deciso, e dobbiamo anche sconfiggerli a livello politico, diffondendo l’idea che l’ICE rappresenti un attacco alla società nel suo complesso. Le condizioni per un’altra rivolta come quella del 2020 stanno ribollendo appena sotto la superficie. È un fuoco sotterraneo che i federali non possono spegnere.
Lo dobbiamo alla nostra sorella caduta Renee Good: spingere su queste tensioni fino a quando non riusciremo a sfondare dall’altra parte.
La barricata tra Portland e la 33th, a un isolato di distanza dal luogo in cui Renee è stata uccisa.
La barricata tra Portland e la 33th, a un isolato di distanza dal luogo in cui Renee è stata uccisa.
Vaffanculo ICE.
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La pepperball o proiettile di peperoncino è un arma non letale usato in contesti urbani e al chiuso. Il proiettile, all’atto che impatta con l’elemento mirato, si disintegra e rilascia una nube di peperoncino che agisce direttamente sulle mucose del viso (occhi, bocca e naso) della persona malcapitata, inibendone temporaneamente i sensi. Il raggio di azione di questo proiettile sparato con una pistola è di circa 30 metri. ↩




